La donazione degli organi

Il trapianto è un’aspettativa di vita e normalità di vita. E’ una speranza, una risorsa della medicina che non si può impedire a nessun malato.

PERCHE’ DONARE I PROPRI ORGANI?
Migliaia di persone ogni anno sono salvate con il trapianto, grazie alla solidarietà di quanti hanno scelto di compiere questo gesto d’amore.

QUALI ORGANI E TESSUTI POSSONO ESSERE DONATI?
ORGANI: cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas, intestino
TESSUTI: cornee, valvole cardiache, vasi sanguigni, ossa, cartilagini, tendini, cute

QUANDO AVVIENE LA DONAZIONE?
Solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente, ma il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare a causa della completa distruzione delle cellule celebrali; quando cioè sia stata accertata la morte encefalica, o morte cerebrale, stato definitivo irreversibile, Gli organi sono prelevati nel più grande rispetto del defunto.

[Oggi è possibile il trapianto di rene da donatore vivente o deceduto anche prima dell’inizio della dialisi (procedura necessaria per depurare il sangue quando i reni non possono più farlo).

E’ POSSIBILE DECIDERE A CHI VANNO TRAPIANTATI GLI ORGANI DOPO LA MORTE?
No, gli organi vanno assegnati ai pazienti in lista di attesa in base alle condizioni di urgenza ed alla compatibilità clinica ed immunologica delle persone in attesa di trapianto.

I PAZIENTI PAGANO PER RICEVERE UN ORGANO?
No, è illegale, la donazione è sempre gratuita ed anonima. I costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

FINO A QUALE ETA’ SI POSSONO DONARE TESSUTI ED ORGANI?
Non vi sono limiti di età: in particolare cornee e fegato prelevati da donatori in età superiore a 80 anni, sono frequentemente idonei ad essere prelevati e trapiantati.

ATTRAVERSO ORGANI E TESSUTI POSSONO ESSERE TRASMESSE GRAVI MALATTIE?
Ogni potenziale donatore viene sottoposto ad accurati accertamenti clinici che garantiscono ampi margini di sicurezza.

COME VIVONO I TRAPIANTATI?
Bene. Grazie al trapianto possono riprendere la vita normale. I soggetti in età fertile possono avere figli. Ormai i casi di rigetto sono sempre più rari e controllabili della terapia farmacologica.